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2013-06-03 11:44:31 McLol:


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2013-06-03 08:17:20 McLol: 16 Ohm > frequenza di cutoff 18 kHz > 95 dB > prezzo consigliato 50 euro ciaociao, io sono fuori]]>


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2013-06-03 05:44:57 Enzo:
2013-06-03 05:44:57 Cacavale:This article talks about things to remember when choosing an engagement and wedding ring.
2013-06-03 05:44:57 Mattia:Here are beneficial information about making wedding jewelry options.
2013-06-03 05:44:57 Baz:This article is an overview of custom jewelry in San Diego.


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2013-06-03 04:14:57 McLol:@alc0r : ecco un elenco di colpe che lo stesso Beato Giovanni Paolo II ha riconosciuto e per cui ha chiesto perdono: [spoiler] 1979. Apre la serie il pronunciamento sul “caso Galileo”, che risale al 10 novembre del 1979: a quella data, egli è Papa da appena un anno. Della condanna di Galileo all’abiura si era già occupato il Concilio Vaticano II, che ne aveva fatto ammenda – senza citare lo scienziato – al paragrafo 36 della Gaudium et Spes (1965): «A ulteriore sviluppo di quella presa di posizione del Concilio, io auspico che teologi, scienziati e storici, animati da uno spirito di sincera collaborazione, approfondiscano l’esame del caso Galileo e, nel leale riconoscimento dei torti, da qualunque parte provengano, rimuovano le diffidenze che quel caso tuttora frappone, nella mente di molti, alla fruttuosa concordia tra scienza e fede, tra Chiesa e mondo». Quel riconoscimento sarà formulato dalla «Commissione pontificia per lo studio della controversia tolemaico-copernicana del XVI e del XVII secolo», coordinata dal cardinale Paul Poupard, il 31 ottobre 1992. – In analogia al “riesame” del caso Galileo si può citare il “riesame” del caso Rosmini, condotto personalmente dal cardinale Ratzinger e culminato in una “nota” del 2001 “sul valore dei decreti dottrinali concernenti il pensiero e le opere del rev.do sac. Antonio Rosmini Serbati” che così conclude: “Il senso delle proposizioni così inteso e condannato non appartiene in realtà all’autentica posizione di Rosmini”. Il 7 marzo 2000, durante la presentazione del documento Memoria e riconciliazione. La Chiesa e le colpe del passato – ne dovremo riparlare – Ratzinger aveva citato Le cinque piaghe della Santa Chiesa di Rosmini – che il Sant’Uffizio sotto Pio XI aveva messo all’indice – come un positivo “rimprovero profetico” rivolto alla comunità dei credenti. 1980. Il 17 novembre a Magonza incontra gli evangelici tedeschi e li invita a un riconoscimento comune delle responsabilità che portarono alla divisione: “Non vogliamo giudicarci l’un l’altro, vogliamo piuttosto riconoscere insieme la nostra colpa”. Un’analoga esortazione rivolgerà alle Chiese ortodosse il 5 giugno 1991da Bialystok (Polonia), durante un incontro nella cattedrale ortodossa: «Ovunque è esistito il torto, indipendentemente da quale sia la parte, esso va superato mediante il riconoscimento della propria colpa davanti al Signore e mediante il perdono». 1983. Il 10 settembre affronta a Vienna la questione delle guerre che costellano la storia d’Europa: «Dobbiamo confessare e chiedere perdono per le colpe di cui noi cristiani ci siamo macchiati, in pensieri, parole e opere e attraverso l’inerme indifferenza di fronte all’ingiustizia». Ritroveremo questo tema sei anni più tardi, nella Lettera apostolica per il 50mo anniversario dello scoppio della seconda guerra mondiale (26 agosto 1989), il cui tono drammatico già ci dice quanta strada Giovanni Paolo II abbia compiuto – in poco tempo – su una materia tanto delicata: «Le mostruosità di quella guerra si manifestarono nel continente che più a lungo è rimasto nel raggio del Vangelo e della Chiesa. Veramente è difficile continuare il cammino avendo dietro di noi questo terribile calvario degli uomini e delle nazioni!» 1985. A Yaoundè (Cameroun), parlando agli intellettuali, il 13 agosto dice parole impegnative sulla tratta dei neri: «Nel corso della storia uomini appartenenti a nazioni cristiane purtroppo non sempre si sono comportati così (cioè “secondo il Vangelo”, ndr) e noi ne chiediamo perdono ai nostri fratelli africani che tanto hanno sofferto, per esempio per la tratta degli schiavi». Sul tema della tratta le parole più forti le dirà visitando la «casa degli schiavi», nell’isola di Gorèe (Senegal), il 22 febbraio del 1992: «Da questo santuario africano del dolore nero imploriamo il perdono del Cielo». 1986. Il 13 aprile visita la Sinagoga di Roma e deplora le «persecuzioni» dirette «contro gli ebrei in ogni tempo da chiunque; ripeto: da chiunque!» Qui il riferimento è ai Papi suoi predecessori. – Per l’accompagnamento ratzingeriano del riesame papale della questione ebraica si può citare la premessa al volume La Chiesa, Israele e le religioni del mondo (1998, traduzione italiana San Paolo 2000, citazione a p. 5) dov’è affermata “la consapevolezza di una colpa, a lungo rimossa, che grava sulla coscienza dei cristiani dopo i terribili eventi dei dodici funesti anni dal 1933 al 1945″. “Hitler potè perpetrare l’Olocausto perché non ci fu una sufficiente sensibilità dei cristiani verso gli ebrei”, dirà Ratzinger in un’intervista al Tg2 il 15 marzo 1999 in vista della pubblicazione del documento We remember. 1987. Incontrando a Phoenix – negli Usa – gli amerindi, il 14 settembre, così parla del maltrattamento che subirono da parte dei colonizzatori: “E’ doveroso riconoscere l’oppressione culturale, le ingiustizie, la distruzione della vostra vita e delle vostre società tradizionali. Purtroppo non tutti i membri della Chiesa tennero fede alle loro responsabilità di cristiani”. Lo stesso linguaggio aveva usato nel 1984 in Canada e nel 1986 in Australia, negli incontri con gli autoctoni, come fosse sua preoccupazione sgombrare il terreno dalle offese della storia, prima di parlare a quei popoli sofferenti. 1988. L’11 ottobre a Strasburgo, davanti al Parlamento europeo, riconosce la tendenza della Chiesa medievale a imporre la fede attraverso l’ordinamento statale: «La cristianità latina medievale – per non menzionare altro – non è mai sfuggita alla tentazione integralista di escludere dalla comunità temporale coloro che non professavano la vera fede». 1992. Il 21 ottobre presenta come un «atto di espiazione» per le colpe dei colonizzatori la visita che ha appena compiuto a Santo Domingo, a mezzo millennio dall’inizio dell’Evangelizzazione delle Americhe: «Mediante il pellegrinaggio al luogo dove iniziò l’evangelizzazione – pellegrinaggio che ha avuto il carattere di ringraziamento – abbiamo voluto, al tempo stesso, compiere un atto di espiazione davanti all’infinita santità di Dio per tutto ciò che, in questo slancio verso il continente americano, è stato segnato dal peccato, dall’ingiustizia e dalla violenza». 1994. Il 15 maggio parla così del massacro tribale in Rwanda, che infuria in quelle settimane: «Si tratta di un vero e proprio genocidio, di cui purtroppo sono responsabili anche dei cattolici». Con questo testo si direbbe che abbia inteso rispondere a coloro che l’accusavano di riconoscere solo colpe lontane nel tempo. 1995. A Olomouc, nella Repubblica Ceca, il 21 maggio pronuncia una delle “confessioni” più solenni: «Oggi io, Papa della Chiesa di Roma, a nome di tutti i cattolici, chiedo perdono dei torti inflitti ai non cattolici nel corso della storia tribolata di queste genti; e al tempo stesso assicuro il perdono della Chiesa cattolica per quello che di male hanno patito i suoi figli». Nel corso del 1995 – anno internazionale della donna – tante volte parla della condizione femminile, esprimendo anche «rammarico» per il comportamento ecclesiastico in materia: «Faccio appello a tutti gli uomini della Chiesa, affinché si sottopongano, ove necessario, a un cambiamento del loro cuore, e facciano propria, come richiede la loro fede, una visione positiva delle donne» (Messaggio alla debachecazione vaticana alla conferenza di Pechino sulla donna, 29 agosto). 1997. Queste parole sulla «Notte di San Bartolomeo» (strage degli Ugonotti protestanti da parte dei cattolici avvenuta nella notte tra il 23 e il 24 agosto a Parigi, nel 1572) le pronuncia nella notte e nella città del massacro: «Alla vigilia del 24 agosto non possiamo dimenticare il doloroso massacro di San Bartolomeo, dalle motivazioni molto oscure nella storia politica e religiosa della Francia. Dei cristiani hanno compiuto atti che il Vangelo condanna». 2000. Il 17 febbraio, nel 400° anniversario del “rogo” di Giordano Bruno, esprime – con lettera del cardinale Sodano a un convegno sul filosofo di Nola – “profondo rammarico” per quel “triste episodio della storia cristiana”. Parole analoghe aveva pronunciato per Jan Hus (condannato al rogo dal Concilio di Costanza nel 1415) il 21 aprile del 1990 e il 17 dicembre 1999; come anche per i 24 “martiri evangelici di Presov” (messi a morte dai cattolici nel 1687), il 2 luglio del 1995, durante la visita in Slovacchia. – Il cardinale Ratzinger aveva accompagnato la riflessione papale sul rogo degli eretici, come appare da questa dichiarazione su Giordano Bruno che improvvisa davanti ai giornalisti il 24 settembre 1977: “Sono convinto che dobbiamo sempre essere coscienti della tentazione della Chiesa, in quanto istituzione, di trasformarsi in uno stato che perseguita i suoi nemici. Chiediamo al Signore perdono per questi fatti del passato e perché non ricadiamo più in questi errori”. 2001. Il 4 maggio, ad Atene, chiede perdono per il saccheggio di Costantinopoli, attuato dai partecipanti alla “quarta crociata” (1204), che avevano costretto all’esilio il Patriarca ortodosso e l’avevano sostituito con un Patriarca “latino”. Con il suo gesto di umiltà, il Papa ottenne che i membri del Sinodo della Chiesa ortodossa greca recitassero con lui – a conclusione di quella giornata – il “Padre nostro”, benché il protocollo della visita – concordato alla vigilia – avesse escluso, su richiesta degli ortodossi, ogni atto di culto in comune, non essendo ancora le due Chiese in “piena comunione”. – In merito alle crociate si può citare un’affermazione del cardinale Ratzinger contenuta in un testo su Francesco d’Assisi, il quale dapprima sognò di farsi crociato (era il tempo in cui si andava preparando proprio la “quarta crociata” del mea culpa wojtyliano) ma poi – ci dice il cardinale – quand’ebbe “conosciuto veramente Cristo capì che anche le crociate non erano la via giusta per difendere i diritti dei cristiani in Terra Santa, bensì bisognava prendere alla lettera il messaggio dell’imitazione del crocifisso” (Trentagiorni 3/2002). 2003. Il 22 giugno a Banja Luka, in Bosnia, riconosce la corresponsabilità dei cattolici nei delitti degli Ustascia croati durante la seconda guerra mondiale e negli orrori della guerra di Bosnia (1992-1995). [/spoiler] Per il resto mi dispiace informarti che i barbecue in piazza e le torture delle presunte streghe erano prerogativa del protestantesimo luterano, che avete precedentemente citato, e dei tribunali laici e che il creazionismo viene visto dalla Chiesa come un racconto da interpretare, nulla di più. [spoiler] Christopher Black, professore di Storia d’Italia all’università di Glasgow, Storia dell’Inquisizione in Italia. Tribunali, eretici, censura (Carocci 2013) [/spoiler] @lugg : non arrampichiamoci sugli specchi, la forma nelle cattedrali aveva un'importanza e significato fondamentale, difatti esistono diversi stili architettonici per diverse epoche e luoghi. Studiando un po' di storia dell'arte o dell'ingegneria lo puoi verificare. Non vedo cosa ci sia di male nella frase "peccatore in mezzo ai peccatori", indica il fatto che ogni uomo (anche il papa) è peccatore per natura ma è sempre possibile essere perdonati, nessun papa ha mai sostenuto di essere perfetto. Sostenne invece il decoro e la bellezza della S. Sede, per questo disse pre-decessores nostri nesciverunt esse papa spese sicuramente molto ma dedicò più fondi però all'elemosina (http://www.treccani.it/enciclopedia/papa-clemente-vi_(Dizionario-Biografico)/) In piena peste (1348) si rivolse ai medici per dimostrare scientificamente, cioè facendo delle autopsie sui cadaveri, che non erano gli ebrei la causa della malattia. @merlino : a quanto capisco hai elencato 3 verità: 1) fede 2) realtà 3) morale. Ora, per quanto riguarda alcune religioni sono d'accordo con quanto affermi mentre sul Cattolicesimo lo sono in parte. Cerco di spiegare perché: 1) verità di fede: non possono essere dimostrate empiricamente. Assolutamente d'accordo, tant'è che si parla appunto di dogmi e di fede. Ognuno sceglie su quali basi credere o meno e di quali segni hai bisogno per credere/capire. Possiamo discutere su come uno interpreta o sceglie i segni ma in fondo si tratta del cammino personale di ciascuno. 2) verità sulla realtà. La Chiesa Cattolica non pretende di possedere la verità sul "funzionamento" del mondo ma lascia alla scienza (appunto) scoprirlo. La realtà è vista come creazione e ragione di Dio, capirne il funzionamento, le leggi, è un modo per comprendere e conoscere Dio. Come detto al punto 1 le verità di fede non sono dimostrabili empiricamente ragion per cui non c'è nulla da temere nella ricerca scientifica (anzi), come detto sopra lo stesso formulatore della teoria del Big Bang era gesuita, così come lo furono e lo sono molti scienziati. Tutti questo è valido tranne nel caso si vada contro al punto 3. 3) Per la Chiesa Cattolica la persona umana è creata a immagine e somiglianza di Dio e ne porta lo spirito, ciò significa che a prescindere dalla condizione ogni persona è sacra ed ha una dignità imprescindibile. Con questo voglio dire che vengono condannate quelle pratiche, scientifiche e non, che vengono viste come lesive della dignità e del valore della persona. A volte i punti 2 e 3 si incontrano in modo particolare: viene cioè usata (anche) la scienza per avvalorare un principio morale, ne è un esempio la questione aborto, attraverso ricerche scientifiche si può dimostrare come l'embrione abbia caratteristiche di persona qui degli esempi: [spoiler] http://costanzamiriano.com/2013/05/09/confessione-di-un-ex-abortista/ http://www.ilfoglio.it/soloqui/17486 [/spoiler] Per quanto riguarda l'ingerenza della Chiesa nella vita pubblica possiamo discuterne: ponendosi come autorità morale e indicando valori ben precisi è chiaro che faccia sentire la sua voce. Vorrei però far notare che al giorno d'oggi vi sono numerose altre organizzazioni laiche (lobby) che vogliono introdursi nella vita pubblica e pretendono di dettare regole imponendo la volontà e gli interessi di pochi, qualche lobby è finanziaria altre sono culturali. Ma questo è un altro discorso.]]>
2013-06-03 04:14:58 RicardoBios:Socialblog scritto da geek.
2013-06-03 04:14:58 Eltos:


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Cibo Matto - Know Your Chicken (May 30, 2013 New York)

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2013-06-03 01:21:42 Lore:
2013-06-03 01:21:42 Baz: articles from Article Submission Directory - Easy Article Submit
2013-06-03 01:21:42 McLol:


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2013-06-02 23:36:45 Eltos:@aikanar mi hai appena donato 15 minuti di riso incontrollato! Grazie! mi sono immaginato la scena di te che bestemmi perché è la puntata sbagliata, e avrei voluto vedere la tua faccia nel legger il mio commento qui sopra! Non riesco a smetter di ridere!]]>


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2013-06-02 23:22:42 Furore:
2013-06-02 23:22:42 RicardoBios:This article talks about how online prayer lines work.
2013-06-02 23:22:42 VaderII:Socialblog scritto da geek.


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2013-06-02 23:15:32 Kayne:This article explains the importance of using the right teeth whitener and recommends a dentist in CT.


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2013-06-02 22:22:29 Cris5:Socialblog scritto da geek.


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